ECONOMIA e FINANZA del BENESSERE – il “REDDITO DA LAVORO GARANTITO” e il “TUTOR FINANZIARIO”

DIGNITA’ ECONOMICA PER TUTTI come base psicologica per la serenità, la stabilità, la cura delle proprie aspirazioni, per una vita felice.

Non vi può essere nessun positivo approccio psicologico alla politica, nessuna seria e concreta aspirazione alla serenità, stabilità, felicità senza una MINIMA DIGNITA’ ECONOMICA GARANTITA PER TUTTI. Per cui fin da subito facciamo una proposta:
500 EURO MENSILI come “REDDITO MINIMO DA LAVORO GARANTITO”; QUESTO REDDITO NON E’ REGALATO, BENSI’ CONCESSO IN CAMBIO (e a patto) DI UN LAVORO O ATTIVITA’ DI PUBBLICO SERVIZIO individuati dallo Stato attraverso una delle sue articolazioni (enti della pubblica amministrazione, comuni, regioni, etc..; questa nostra proposta va di pari passo ed è connessa a quella “LAVORO GARANTITO”) e resi dal beneficiario del reddito. Questo reddito è erogabile appena dopo il compimento del 16 anno in poi (prima solo in casi eccezionali; ma questo si può estendere anche, entro certi limiti, durante l’età della pensione) per coloro che a qualsiasi età e fino a qualsiasi età non hanno e dimostrano di non avere, entrate costanti (precari) e sufficienti da lavoro stabile (cioè in modo da programmare una vita serena), o vivono da single con uno stipendio da lavoro che non supera i 1000 Euro mensili (necessariamente con una casa in affitto), oppure vivono in casa con un familiare, o più familiari (genitori, fratelli/sorelle e parenti fino al secondo grado) con una sola pensione minima, o convivono con un coniuge o un partner che non ha lavoro, né reddito, o percepisce uno stipendio da lavoro inferiore a 500 euro (in questo caso questo “reddito minimo da Lavoro Garantito” è di aiuto, integrativo, allo stipendio dei conviventi).

LA CONDIZIONE ESSENZIALE PER OTTENERE QUESTO REDDITO DA LAVORO GARANTITO – questa forma di aiuto termina appena la persona che lo riceve ha di che vivere con un reddito direttamente dal proprio lavoro autonomo o dipendente che sia – E’ LA DIMOSTRAZIONE ALL’ENTE PUBBLICO EROGANTE (ma si può anche prevedere, tramite forme di agevolazione, che l’ente erogante sia un privato: una banca o un’organizzazione autorizzata dallo Stato) DI ESSERE DISPOSTI E VOLER SVOLGERE UN’ATTIVITA’ LAVORATIVA DI PUBBLICA UTILITA’ (si potrebbe pensare all’estensione e sviluppo della misura già esistente del “SERVIZIO CIVILE” facendolo diventare OBBLIGATORIO PER I GIOVANI E I DISOCCUPATI) PER 12 ORE A SETTIMANA (3 GIORNI, 4 ORE AL GIORNO oppure 4 GIORNI PER 3 ORE AL GIORNO).

Tutto questo finché la propria attività lavorativa o professionale non ci consentono in tutto o in parte di sopporire ai livelli minimi di sussistenza, ai livelli minimi di dignità economica, disponendo di un livello di finanza adeguato agli standard minimi di benessere e autonomia.

NON SI LAVORA PER IL PROFITTO – L’IDEA DI LAVORARE  PER IL PROFITTO E’ UN’IDEA VETUSTA, SUPERATA E SBAGLIATA DEI SECOLI PRECEDENTI -, SI LAVORA PIUTTOSTO PER LA PROPRIA REALIZZAZIONE, CHE FA FELICI, DA’ SALUTE, INFONDE ENERGIA POSITIVA, OLTRE A POTER DARE SOLIDITA’ ECONOMICA. L’UOMO TROVA DA SEMPRE UN TASSELLO FONDAMENTALE DELLA PROPRIA FELICITA’ ED AUTOREALIZZAZIONE NELLO SVOLGIMENTO DELLA PROPRIA ATTIVITA’ LAVORATIVA PROFESSIONALE, QUELLA CHE PIU’ GLI PIACE E SENTE PROPRIA (vissuta come servizio al prossimo e contemporaneamente a sé stessI). La motivazione che si può avere grazie ad un LAVORO E REDDITO MINIMI GARANTITI (attraverso l’impegno di base di un numero relativamente modesto di ore settimanali che consente di per poter svolgere tutte quelle attività di studio e formazione utili all’individuazione e realizzazione dell’attività lavorativa più corrispondente) FINO ALL’INDIVIDUAZIONE E REALIZZAZIONE della PROPRIA ATTIVITA’ LAVORATIVA (che ci realizza e ci soddisfa pienamente e che ci consente di sostentarci del tutto autonomamente) è alla base di questo provvedimento di BENESSERE PSICOLOGICO, oltre che economico e sociale; questo tornerà a vantaggio non soltanto del percepente il reddito da lavoro garantito, ma anche di tutta la collettività visto che questo entrando in circolazione, si trasforma in volano economico per la crescita.

Due conti dicevano all’inizio, per indicare, almeno come bozza, una copertura finanziaria (art. 81 della Costituzione) dei provvedimenti qui sopra: per attuare quanto sopra servono, secondo alcunii miliardi di Euro. Li possiamo reperire dai tagli agli ancora enormi sprechi derivati dall’inefficienza della pubblica amministrazione, dalla tassazione sulle attività da gioco e da tutte le misure opportune di alienazione di beni non strettamente di pubblica utilità (come già proposto anche da altre forze politiche), ma anche – ed è questa la nostra proposta inedita – dagli “introiti in più antievasione” che deriverebbero, con l’uso esclusivo e diffuso DEL PAGAMENTO ELETTRONICO (Carte di Credito, Bancomat, etc…), DALL’ABOLIZIONE DEL CONTANTE E DELLA ANTIQUATA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, DA SOSTITUIRE CON UN PRELIEVO ALLA FONTE SU OGNI OGNI TRANSAZIONE FINANZIARIA EFFETTUATA; la percentuale del prelievo che andrebbe stabilita dal Parlamento attraverso provvedimenti ad hoc e leggi finanziarie, darebbe decine di miliardi in più alle casse dello Stato: visto che, con l’abolizione del contante e grazie al pagamento elettronico, niente più sarebbe occultabile all’Amministrazione Pubblica, sparirebbe l’odioso fenomeno dell’evasione fiscale e su ogni anche più piccola transazione finanziaria lo Stato riscuoterebbe una quota percentuale. Lo Stato prenderebbe una piccola somma su ogni azione di acquisto, scambio, servizio, che necessiti di una transazione finanziaria: dall’acquisto di un auto a quello di un caffè, dal pagamento di una consulenza professionale fino al pagamento del servizio toilette in un bagno pubblico (se a pagamento); lo Stato avrebbe così introito, in piccola, ma costante, percentuale, da qualsiasi rilevante, o anche minima, transazione economico-finanziaria che avviene. QUESTO PRELIEVO ALLA FONTE SU OGNI TRANSAZIONE FINANZIARIA ELIMINEREBBE IN UN SOL COLPO NON SOLTANTO IL CONTANTE – con i CENTESIMI DI EURO, SENZA SENSO, INUTILI PERDITE DI TEMPO e dopo questa nostra proposta con questa legge finanziaria 2017 questo sta proprio avvenendo! -, MA ANCHE E SOPRATTUTTO L’EVASIONE FISCALE; DAREBBE UNA GARANZIA DI ENTRATE EFFETTIVE PER LO STATO IMMENSAMENTE MAGGIORI (e di quanto!) DI QUELLE SU CUI PUO’ CONTARE ATTUALMENTE, INFINE RENDEREBBE DEL TUTTO INUTILE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI (che essendo fatta dal cittadino può essere e spesso è infedele, mendace, non veritiera), CHE QUINDI ANDREBBE ABOLITA COME STUMENTO INEFFICACE E SUPERATO.

PROPONIAMO INOLTRE una nuova figura: quella del TUTOR FINANZIARIO, che accanto al SINDACO DI STRADA (comunque almeno uno per ogni strada, proprio come il Sindaco di Strada), contrada o rione, aiuti, agevoli, promuova, favorisca, l’autosufficienza finanziaria di ogni individuo, la positività e dignità economica e finanziaria di ciascuno, come base per una vita serena, solida e quanto più possibile stabile, quale fondamento per una vita di benessere, salute, prosperità, felicità.
Questa figura – che nasce per aiutare i privati, siano essi singoli, famiglie e/o imprese, attività.- diventa PIU’ CHE MAI FONDAMENTALE, visti gli affanni di molti e la grave, quando non drammatica, situazione finanziaria, che ancora dopo anni di crisi permane in molti casi e in molte parti del nostro paese.
Qualora la persona (e con essa la sua famiglia e/o la sua impresa o attiivtà professionale) si trovi in difficoltà finanziaria, piccola o grave che sia, il TUTOR FINANZIARIO può diventare punto di riferimento (l’AMICO FINANZIARIO), svolgendo un ruolo di supporto concreto attraverso azioni concrete di aiuto, non soltanto a parole quindi, né soltanto dando consigli (di soli consiglieri che però “non possono fare” o possono, impediti sempre da qualcosa, risolvere le situazioni, siamo già pieni, ne abbiamo già in abbondanza in questo paese; qui tutto viene offerto negli slogans pubblicitari e tutto puntualmente smentito; si pensi alla banche – “istituti di credito” si chiamano e come dice il termine dovrebbero aiutare a risolvere problemi finanziari individuando chi e come (modalità) ottenere credito – che non erogano crediti appena qualcuno sia davvero un po’ in difficoltà o appena segnalato.
Ma uno chiede aiuto (prestito, finanziamenti) quando è in difficoltà no?!
IL TUTOR FINANZIARIO affiancherà la persona in difficoltà e in debito per farla “rientrare” verso gli istituti, o i terzi privati, verso cui ha contratto debiti, fornendo non soltanto consigli e know-how su come fare – una volta analizzata in dettaglio la situazione finanziaria della persona in difficoltà -, ma anche aiutandola concretamente (anche vedendola tutti i giorni per un periodo, se serve) ad organizzare un piano ed attivare i pagamenti, individuando di questi ultimi tempi e modalità quanto più agevolate (vista la situazione personale del debitore) e fornendo oltretutto una concreta fondamentale garanzia, ufficiale, istituzionale, verso i soggetti creditori circa il rientro delle somme prestate; una garanzia solida perché istituzionale, ufficiale, di Stato e quindi al più alto livello di affidabilità e credibilità – con piani di precise seppur quanto più flessibili modalità e tempi per il rientro – verso gli istituti bancari, le finanziarie, o i soggetti privati verso cui la persona in difficoltà si trova indebitata. 
Il TUTOR FINANZIARIO RIACCOMPAGNA LA PERSONA INDEBITATA FINO AL PIENO RIENTRO, OVVERO FINO ALLA COMPLETA RESTITUZIONE, ESTINZIONE, DEL PROPRIO DEBIITO.
Una figura, questa nuova del TUTOR FINANZIARIO, davvero concretamente contro l’usura – e non soltanto per debiti di piccole somme o con aiuti in forma di microcredito – oltreché una garanzia assoluta per tutti coloro che prestano denaro di rientrarne in possesso.
Anche per questo, il TUTOR FINANZIARIO dovrebbe essere istituito quanto prima come figura prevista per legge e trovarsi anche presso le banche, le finanziarie e presso tutti i soggetti, anche privati, autorizzati al credito; ma in questo caso, come anche nell’ipotesi di una sua presenza istituzionale “strada per strada”, questa figura deve rimanere comunque al SERVIZIO DELLA PERSONA IN DIFFICOLTA’ FINANZIARIA, INDEBITATA, CHE HA CONTRATTO UN PRESTITO – E’ QUESTA LA SUA MISSION –  con l’istituto di credito, la finanziaria o il privato creditore.
Il TUTOR FINANZIARIO crea e mantiene un canale diretto, personale e positivo fra chi ha prestato denaro e il debitore, evitando così quelle modalità minacciose o ricattanti (da vero e proprio stalking, con telefonate continue, quotidiane e scoordinate fra loro) da parte di società di recupero crediti appositamente incaricate da banche, istituti di credito, finanziarie, che troppo spesso accompagnano le richieste – ormai vere e proprie intimazioni – di rientro dal debito.